Noto

I “canyon” nella riserva naturale Cavagrande del Cassibile

I “canyon” nella riserva naturale Cavagrande del Cassibile

A cavallo delle provincie di Ragusa e Siracusa gli estesi tavolati carsici dei Monti Iblei assumono aspetti spettacolari per la presenza di profonde fratture chiamate “cave”.

Si tratta di canyon prodotti dall’erosione dei corsi d’acqua che ancora scorrono sul loro fondo, dall’aspetto a volte superbo come nel caso della Cavagrande del Cassibile, una delle più maestose e suggestive, oggi tutelata come riserva naturale.

Qui, in epoca paleolitica vi erano vari insediamenti abitati. Nelle pareti sono state scavate ottomila tombe rupestri del tipo a grotticella, risalenti al X e IX secolo a.C..

La Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile interessa un’area vasta 2.760 ettari circa, ricadente nei comuni di Avola, Noto e Siracusa. Ne fa parte, per una lunghezza di circa 10 km, l’asse fluviale del Cassibile, il quale genera un canyon profondo, in alcuni tratti, oltre 250 metri, dalle ripide pareti fittamente vegetate.

Costituisce un vero patrimonio naturalistico, ma anche storico e archeologico: platani, salici, oleandri, edere, felci, farfalle coloratissime, volpi, capinere, gheppi, ma anche particolari aspetti geomorfologici nonché resti archeologici come un villaggio bizantino e una necropoli.

Numerosissimi sono i sentieri che permettono l’accesso alla riserva, consentendo così la visita di qualsiasi punto della vallata.

 

 

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