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San Cipirello tra scavi e storia

San Cipirello tra scavi e storia

Due cittadine confinanti in un comprensorio di grande bellezza naturale e ricco di reperti archeologici. Ecco una breve guida per poterne apprezzare il fascino. A circo 30 km da Palermo, sopra i due centri abitati di San Cipirello e San Giuseppe Jato, si eleva il maestoso monte Jato, (852 metri) che domina la vallata del fiume Jato e, verso est, quella del ramo destro del fiume Belice. Partendo da San Giuseppe Jato e percorrendo un sentiero distante tre km dal paese, si giunge in cima al monte in cui si trovano i resti dell’antica città di Jetas, che ricade proprio nel territorio dei comuni di San Giuseppe Jato e San Cipirello.

 

Il sito controlla da una parte il valico di Portella della paglia, attraverso cui era assicurato l’accesso alla Conca d’Oro ed il collegamento con l’antico emporio punico di Panormos, dall’altra la vallata del Belice, attraverso la quale era possibile il collegamento con la costa meridionale dell’isola e con la colonia greca di Selinunte. Si tratta di un antica cittadella, fondata probabilmente dagli elimi, caratterizzata dalla compresenza di solide mura greco-romane, con pietre rigorosamente tagliate e sistemate e di precarie mura di epoca medioevale.

 

Una missione di scavi, guidata dal professor Peter Isler dell’Università di Zurigo nel 1971, ha contribuito in modo determinante a riportare alla luce l’abitato di Jetas, cittadella citata da storici del calibro di Tucidide, Diodoro Siculo, Plinio e Cicerone. Particolare è anche la storia della nascita di Sam Cipirello, legata strettamente a quella di San Giuseppe di Mortilli, vecchio nome di San Giuseppe Jato. Dopo le alluvioni del 1800 nacque il nuovo agglomerato urbano di San Cipirello per accogliere gli sfollati: necessitava di un disegno per l’impianto urbanistico e il progetto venne realizzato prevedendo una città con 4 piazze con fontane e con quattro canti della cittadina (l’incrocio del cardo e del decumano) abbelliti da 4 fontane.

“Il fascino di un progetto architettonico originale e la Chiesa ispirata alla Basilica di San Francesco D’Assisi a Palermo”

Lo sviluppo urbanistico di San Cipirello mostra ancora oggi la traccia del disegno o meglio della volontà di disegnare il paese come una piccola città ideale pianta quadrata con un reticolo ordinato di strade e piazze con una struttura dominata dalla chiesa principale, curata dall’architetto Fra’ Serafino (1841 circa) che volle realizzare una struttura simile a quella di San Francesco d’Assisisi di Palermo. Il progetto venne poi seguito dall’architetto Achille Viola che curò il prospetto. A lungo borgata di San Giuseppe, San Cipirello divenne comune autonomo nel 1864.

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